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mercoledì 16 settembre 2009

L'uomo e il dodo.


Se si ricerca su google la parola “dodo” una pagina interessante è offerta dalla solita enciclopedia on line wikipedia. I dodo erano uccelli che vivevano nell’isola di Mauritius ed al pari delle galline non volavano anche se a differenza di queste non avevano gustose carni per cui godevano di una relativa tranquillità. Nonostante ciò si sono estinti alla fine del XIX secolo.

“Era inetto al volo, si nutriva di frutti e nidificava a terra.” In pratica era nato perdente.
Anche una gallina è inetta al volo e nidifica a terra ma complice le sue gustose carni è sicuramente un’animale non a rischio estinzione, basta vedere i tantissimi e popolatissimi allevamenti sparsi per il mondo a tutte le latitudini e longitudini, anche se ogni tanto qualche virus ne decima qualche milione di esemplari.

Il dodo inizialmente volava ma poi stanziatosi alle Mauritius avrebbe perso l’attitudine al volo complice un ambiente favorevole, la scarsità di predatori abituali e il clima, in pratica una gran bella vita che offriva la possibilità di limitare spostamenti e migrazioni. Fu così che questi uccelli subirono nel tempo una progressiva atrofizzazione delle ali, e oltre a una modificazione nelle abitudini alimentari con una propensione verso un'alimentazione "a terra" anche delle modifiche alla loro struttura fisica sia relativamente agli arti anteriori e il becco sia le sue dimensioni che aumentarono dai 35 cm di lunghezza ai 50 cm e oltre di quando furono registrati gli ultimi esemplari. Il peso di questi animali si attestò addirittura attorno ai 25-30 kg, d'altronde si sa la vita comoda riempie. Le dimensioni notevoli lo resero, pertanto, un uccello per lo più stazionario, quindi legato molto al suo ambiente.

Da qui nacquero i problemi per lo pseudovolatile. A seguito infatti dell’arrivo dell’uomo alle Mauritius, paradisi, seppur non ancora anche del tipo fiscale, furono introdotte nel loro habitat specie che ne misero in crisi la sopravvivenza sia predandoli sia mangiandone il cibo. Tali specie erano costituite da cani, maiali, e topi.
Secondo alcuni studiosi a favorire la loro estinzione sarebbe stata anche la loro scarsa difendibilità della prole. Sebbene infatti il sapore delle carni di questo uccello non fosse particolarmente gradito ai discendenti dalle scimmie, le uova restavano invece comunque commestibili, anche per alcune delle sopracitate specie antagoniste. In pratica i futuri “figli” dei dodo non riuscivano più nemmeno ad uscire dal “guscio” compromettendo così inesorabilmente e ineluttabilmente ogni eventuale forma di ripresa evoluzionistica come ad esempio riprendere a volare e ridepositare le proprie uova non a terra, d'altronde in natura è proprio la capacità di adattarsi alle situazioni che ha permesso la sopravvivenza di molte specie.

Purtroppo la vita comoda e senza problemi che avevano condotto i dodo fino ad allora, a prescindere se fosse stata reale o illusoria, aveva anestetizzato completamente le loro capacità intellettive complice anche l’ignorare che spesso una vita comoda e senza problemi non è altro che la parte alta di una sinusoide che periodicamente sale e scende, e scende soprattutto quando a causa della globalizzazione arrivano altre specie a visitare i propri territori.
La storia dei dodo non è ovviamente un’invenzione ma una storia vera, una storia che fa riflettere, almeno a me ha fatto molto pensare lasciandomi tra l’altro con un dubbio amletico: “ma se l'uomo discende dalla scimmia perchè "i paternesi"discendono dai dodo ??

4 commenti:

Dino ha detto...

La vita comoda piace a tutti.
Anche dalle mie parti ci sono moltissimi discendenti dei dodi.
ciao
e quando avrai risposta al tuo dubbio Amletico faccelo sapere.

Vittoria A. ha detto...

Ciao, concordo anche io! Qui e' pieno sia di "Dodi" che di apspiranti "Dodi". Bellissimo post!

charmel ha detto...

Dino riguardo il mio dubbio seppur Amletico,non credo troverò mai la risposta,dovrei fare un consulto con Charles Darwin,ma nemmeno lui credo se lo possa spiegare,qui si tratta di evoluzionistica moderna.
Vittoria credevo che avessero trovato il loro habitat naturale solo nella mia città ma si vede che con le migrazioni si saranno adattati anche in altri luoghi.

Maria ha detto...

E' molto bello anche il tuo blog, penso che anch'io farò spesso delle capatine da queste parti.
Grazie per la visita e il commento.