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domenica 1 luglio 2012

Progetti annegati al largo dei bastioni di orione


Vi sarete chiesti come mai non ho più scritto,ma ho attraversasato un periodo molto intenso,pieno di impegni,lavoro,famiglia,etc…e poi è subentrata anche la malavoglia,l’assuefazione,di dire sempre le stesse cose,senza essere ascoltata, mi son detta perché donare i miei pensieri a chi non li comprende, meglio dare”le perle ai porci”, tanto nella società odierna senza oramai principi da far valere e in svendita alla prima occasione che faccia comodo alle nostre esigenze, non esiste in realtà nessun legame ai sani valori che magari ognuno di noi predica di rispettare, ma che poi voltate le spalle, da in cambio per “trenta danari”,classismo,maschere di perbenismo,proiezioni di quello che poi succede nelle famiglie, nel lavoro, nella realtà che ci coinvolge anche senza volerlo.
Ho visto cose che non potrò mai scordare nel resto della mia vita, credo che ci penserò sempre nel resto dei giorni  che la sorte mi vorrà riservare, non si può infatti dimenticare l’indifferenza che ti accorcia la voglia di vivere, il fariseismo di quelli che fanno da stendardo alla loro vita la pace e il perdono e poi provano invidia per te ,provano rancore per te, perché sei quello che loro non si aspettavano di trovare,sei da inciampo nella loro corsa verso obbiettivi che non potranno mai raggiungere,per colpa tua, perché hanno capito che con te non possono partecipare al grande concorso:”io  ne ho più di te”.Chiedo perdono a queste persone che ho avvelenato l’esistenza, io quando non ci sarò più avrò la consapevolezza di non aver lasciato gente soffrire per atti commessi,ma voi che vivete nel buio delle vostre azioni e pensieri badate che dovrete  scontare e pagare un prezzo altissimo,per non essere stati umili e non aver apprezzato questa virtù che tanto agognate nel prossimo,ma che non capite nemmeno cosa voglia dire.


« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi,
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire. »


                         

giovedì 1 marzo 2012

Facciamo finta che sia vero

Mi riferisco al lavaggio dei cervelli che i candidati alle prossime oramai elezioni,soggetti che come la cicala di una famosa favola che si racconta ai bambini, che ancora i grandi non hanno capito,omettendo e guardando da lontano gli sforzi che i cittadini onesti che tirano a campare, che si suicidano perchè lasciati soli dalle istituzioni,(come è successo diversi mesi fà a Paternò),soggetti che solo adesso si ergono come paladini della legalità ,come pianificatori per una città più pulita e onesta.
Io allora siccome sono molto polemica e sono stata vittima dei silenzi assensi,mi chiedo ma quando vi sono stati chiesti suffragi e di affiancare giuste cause anche per combattere una maggioranza che ha spennato Paternò con i mutui che pagano e pagheranno chissà per quanto tempo i cittadini ,dove eravate?In dieci anni non c'è stata nessuna opposizione a Paternò,la cosidetta "sinistra" paternese è stata in silenzio regalando anche assensi e voti alla maggioranza nei consigli comunali,dopo queste vergogne e le omissioni dei danni che sono stati inflitti ai servizi sociali, regalando posti di lavoro in cambio di voti e danneggiando i sindacati che affiancavano i lavoratori nel settore,permettendo a cooperative con infiltrati parenti di consiglieri e assessori,di revocare l'iscrizione al sindacato da parte dei lavoratori,minacciando il licenziamento,ora dovreste vergognarvi soltanto,gli ignavi Dante li collocava all'inferno,io e altri sfiduciati come me, vi promettiamo la nostra vendetta dentro la cabina elettorale dove sarà destinata la vostra sorte, ma ricordate che vinciate o che perdiate non farà nessuna differenza, gli scheletri che tenete nascosti ci saranno sempre pronti a svelare la vostra vera faccia che mostrate ben bella,coperta da una maschera di perbenismo.

lunedì 6 febbraio 2012

Lettera di un figlio ad un operaio.

 
Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte... e odorava di olio e lamiera.
Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica.
L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo.
L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie.
L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università.
L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro.
L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.
Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, ho visto economisti incitare alla globalizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto direttori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chiedere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro.
Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su “ La Stampa” di Torino, ho letto l’editoriale del Prof . Mario Deaglio. Nell’esposizione del professore, i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”, la “difesa del posto di lavoro” doveva essere sostituita da una volatile “garanzia della continuità delle occasioni da lavoro”, ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al minimo, non necessitava più del “tempo libero in cui spendere quei salari”, ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte (teoria ripetuta dal Prof. Deaglio a Radio 24 tra le 17,30 e la 18,00 di Martedì 27 luglio 2010).
Pensare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun valore, perché non è correlato al denaro, mi ha tolto l’aria.
Sono salito sull’auto costruita dagli operai della Mirafiori di Torino.
Sono corso a casa dei miei genitori, l’ho visto per l’ennesima volta. Era curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa, lo faceva barcollare, era debole a causa della cardiopatia, era mio padre, operaio al reparto presse, per 35 anni, in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la sua famiglia, quello era gratis.
ODORAVA DI DIGNITA'.
 (Luca Mazzucco)
 

domenica 5 febbraio 2012

Caro Enrico.....


Ti scrivo perchè ho molta nostalgia di te,a distanza di anni le tue parole sono molto attuali, tu e la questione morale carissimo Enrico, adesso in questo tempo dove sia la società civile che istituzioni sconoscono questa parola"morale"dove la sinistra non è sinistra, ma un amalgama con una destra ringiovanita, come un serpente quando cambia la pelle, senza ideologia tutti i partiti e le persone che li compongono,"I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune".Queste le tue parole,ma questa anche la dolorosa realtà che che è incarnata ormai da tempo nella mia città, e ancora dicevi:"molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. Al nord come al sud, nelle città come nelle campagne, nei quartieri borghesi come in quelli operai e proletari. Nelle elezioni politiche e amministrative il quadro cambia, anche a distanza di poche settimane".Ma ora dimmi perchè dovrei andare a votare quando questa realta non è consona a me,alle mie ideologie,ai miei valori,dimmi a chi lo dovrei dare il voto! A quella sinistra sempre lontana dai problemi della gente, che quando gli è stato chiesto di essere opposizione ad una destra che ha perpetrato da dieci anni a Paternò un sistema clientelare che si è esteso a macchia d'olio,con dei circoli viziosi in tutti gli ambiti,o dove l'amministrazione poteva "toccare con mano",opposizione non è stata,l'indifferenza verso i problemi reali dilaga,adesso mi arrivano telefonate a casa in cui mi si chiedono consensi,favori,adesso sapete cosa vi dico, anzi io non dico niente, faccio rispondere Niccolò:"Per tanto, questi nostri principi, che erano stati molti anni nel principato loro, per averlo di poi perso non accusino la fortuna, ma la ignavia loro: perché, non avendo mai ne' tempi quieti pensato che possono mutarsi, (il che è comune defetto delli uomini, non fare conto nella bonaccia della tempesta), quando poi vennono i tempi avversi, pensorono a fuggirsi e non a defendersi; e sperorono ch'e' populi, infastiditi dalla insolenzia de' vincitori, li richiamassino. Il quale partito, quando mancano li altri, è buono; ma è bene male avere lasciati li altri remedii per quello: perché non si vorrebbe mai cadere, per credere di trovare chi ti ricolga".

mercoledì 25 gennaio 2012

Noi non ci adagiamo

Un genitore di un bambino affetto da sindrome autistica mi ha pregato di pubblicare questa lettera,essendo a conoscenza del mio blog,  a cui seguirà denuncia nei confronti della pubblica amministrazione.
 Mi chiamo Giuseppe,sono un papà di un bambino affetto  da sindrome autistica,accompagno ogni mattina all’asilo mio figlio e devo dire i primi giorni ero un po’ preoccupato di dover affidare mio figlio con le sue problematiche alle cure dell’assistente che mi ritrovo, una vicina di casa di mia madre, che è conosciuta nel quartiere proprio per la sua ignoranza,in poche parole la signora in questione non sa nemmeno mettere la sua firma, ed è stata assunta  da un dirigente dei servizi sociali che  si doveva disobbligare di certi servigi ricevuti dal di lei fratello.
Ora mi domando se sia giusto che a sostituire la signora durante la malattia mi mandano un assistente di cui vengo a conoscenza abbia un curriculum impeccabile e,chiedo all’assessorato ai servizi sociali se ritenga giusto assegnare ai nostri piccoli sfortunati e bisognosi di cure, personale di cui non ci si può fidare  che non conosce nemmeno  le più semplici nozioni che comprendono le patologie di cui sono affetti i nostri figli, i nostri figli non sono carne da macello!Non sono merci di scambio per i vostri sporchi interessi! Auguro a voi politici che vi servite dei soggetti più indifesi per  assecondare la vostra sete di potere, di non avere mai a che fare con queste e altre patologie.
Mi propongo di essere promotore nell’ effettuare una raccolta di firme di tutti i genitori che  lamentano questi problemi con l’assistenza carente che viene offerta nel territorio di Paternò, poiché altri genitori sono a conoscenza di cattiva assistenza nei confronti dei loro figli,affidati a persone che non si fanno scrupoli nemmeno a lasciare i bimbi da soli e per espletare faccende domestiche durante l’orario  di lavoro.noi non ci adagiamo ,questo sarà il nostro sponsor.
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici;
Considerate
Mediate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.