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lunedì 24 agosto 2009


A proposito di spazzatura a Paternò,(cit. 2post prec.)si risveglia il fetore proprio adesso,per allietare le vacanze di alcuni e rovinarle ad altri,si dice dalle nostre parti:"Tantu va a quartara all'acqua finu ca si rumpa",difatti le malefatte dei poteri alti di paternò adesso hanno raggiunto il culmine e chi ha sbagliato pagherà a caro prezzo le ferite inferte alla parte sana della città,che nonostante i numerevoli ostacoli si è staccata dal cancro che ormai sta consumando la città,alimentato anche dalla dabbedaggine della società malata,serva dei servi.
Pubblico un articolo riguardante i fatti successi nella mia città non per fare cattiva pubblicità,ma nella speranza che serva da esempio,nella speranza che i prossimi governanti della mia e di tutte le città del mondo non si servano del potere per schiacciare l'altrui dignità,per fluire indiscriminatamente dei servizi che invece si dovrebbero rendere ai cittadini,ma invece ascoltino il grido di chi attende giustizia.
Paternò. Il Prefetto invita Maroni a sciogliere il consiglio comunale per mafia, ma è il paese di La Russa …
Secondo Panorama, il Prefetto di Catania (figura incostituzionale in Sicilia), Finazzo, ha inviato al Ministro degli Interni, Roberto Maroni, la relazione sulla situazione tra possibili intrecci fra mafia e politica locale, del piccolo paese etneo di Paternò, paese che ha dato i natali a Ignazio La Russa, attuale Ministro per la Difesa. Dal 4 di agosto la relazione di Finazzo nella quale si afferma : “..non possono non rilevarsi inquietanti ombre circa la sussistenza di un’intesa tra gli amministratori del comune di Paternò e gli esponenti della mafia locale” e conclude con l’invito “a prendere in seria considerazione lo scioglimento del consiglio comunale conseguenti a fenomeni di infiltrazioni e di condizionamento di tipo mafioso”.

Ad avvalorare la tesi di infiltrazioni mafiose ci sarebbe l’arresto circa nove mesi fa dell’assessore ai servizi sociali Carmelo Frisella, considerato “stabilmente inserito nell’associazione mafiosa”.

Inspiegabilmente dal ministero non giunge alcuna notizia e il motivo di questa non decisione di Maroni si fa risalire al fatto che Paternò è il paese natale di Ignazio La Russa e l’amministrazione che governa la città è interamente del PDl che fa capo proprio al ministro della Difesa, considerato leader indiscusso in città.

Da qui probabilmente il dubbio di Maroni. Come si fa a sciogliere per mafia il consiglio comunale del paese dove La Russa è nato ed è leader indiscusso?

Lo scioglimento del consiglio comunale di Paternò potrebbe mettere in seria difficoltà l’attuale titolare del dicastero della Difesa.

Se ci sono i presupposti per lo scioglimento Maroni non può esimersi dall’agire e dovrà essere La Russa a chiarire, eventualmente, i suoi rapporti con politici del suo partito ”accusati” di essere collusi con la mafia.

Da:osservatorio Sicilia

2 commenti:

Carlo De Petris ha detto...

Sono sorpreso che Panorama riporti cose del genere!

Qui in Campania ne hanno sciolti un sacco di comuni ... eppure c'è come la sensazione che quela gente stia sempre con le mani in pasta in qualche modo :/

Spero che da te vada diversamente ... e diversamente da quanto sta accadendo a Fondi.

Forza e coraggio.

Carlo De Petris ha detto...

Ciao Charmel

in effetti quando ho scritto questo commento qui sopra non credevo che si era arrivati al punto che il confine fra nemici ed amici fosse avanzato tanto, fino a Fini. Purtroppo le notizie più strettamente attuali non fanno altro che convicermi di ciò, e quindi il "trattamento di favore" per i luogotenenti della vecchia AN è divenuto possibile ed attuabile, come il bel Feltri fa dalle colonne del suo Giornale.

BLEAH!