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venerdì 15 gennaio 2010

Il colombre


Di solito scrivo io una nota, un mio pensiero, una mia riflessione. Ma questa volta voglio solo fare da tramite a chi dello scrivere note, pensieri, riflessioni ne ha fatto un'arte: Dino Buzzati
Il colombre è il primo racconto di una raccolta omonima del 1966. Lo dedico a tutti quelli che pensando sempre e solo a difendersi dall'altro, dal diverso, da ciò che si conosce solo per sentito dire e in quanto tale si teme, passano la loro vita a fuggire e a non cogliere le tante perle di cui la vita, spesso una sola volta, ci fa omaggio. Buona lettura                                                                                                                                                       
Il colombre (Cliccare su questo link)

20 commenti:

VITA ha detto...

ciao, è da tanto che non sono in rete, volevo augurarti buon anno e spero che nel paese delle ingiustizie la tua situazione stia andando per il verso giusto.
A presto

Guernica ha detto...

Beh visto il contesto attuale...la dedica è perfetta.

patty ha detto...

Bellissimo Blog!
Complimenti

critico letterario ha detto...

bellissimo blog esteticamente ma solo esteticamente, troppo fazioso in alcune critiche mentre sdolcinato su alcuni temi che ti stanno a cuore, giudizio finale: 8 per la forma 4 per la sostanza.

charmel ha detto...

L'estetica è importante ,è il modo di porsi alla società,l'estetica fa intravedere il tipo di personalità che emerge dal soggetto in cui interloquiamo,carissimo critico letterario,non è nemmeno esteticamente accettabile presentarsi come anonimo,io mi metto in discussione anche solo per la forma e l'estetica,qualità molto latenti nella società attuale,dove ormai tutto perde la forma e insieme la sostanza,la forma ci guida verso la sostanza,in quanto alla faziosità,hai proprio ragione,mi piace esserlo,mi piacerebbe essere anche cinica,di un sano cinismo,ma anche questo lascia a desiderare,sdolcinata lo sono per i temi che mi stanno acuore ,proprio perchè si tratta di questioni di cuore,meglio così che essere indifferenti a tutto.
Comunque accetto consigli,specie se dispensati da luminari.

critico letterario ha detto...

Cara charmel la pensi esattamente come le veline o le "papi" di turno, anche, loro pensano che la forma-estetica è portatrice di sostanza, ma tu ben comprendi come le due cose raramente vanno di pari passo.

charmel ha detto...

Certo critico letterario ma tu essendo così critico e così letterario,avresti dovuto esaminare meglio il mio blog per capire che per i soggetti che tu hai menzionato nutro un profondo ribrezzo.Avresti dovuto capire che come estetica mi sono riferita proprio a quel settore della filosofia che si occupa della conoscenza del bello naturale e artistico, ovvero del giudizio di gusto,quindi i soggetti di cui sopra essendo abbastanza carenti nella conoscenza di questo modo di essere e di questa branca della filosofia che "molti"sconoscono non possono mai essere un esempio da sottoporre ai miei lettori,pazienza se credi che il mio blog sia privo di siostanza,non sono una giornalista,mi identifico piuttosto nella portinaia Reneè dell'"eleganza del riccio" di Mauriel Barbery,una persona qualunque.

critico letterario ha detto...

visto che sei così permalosa da questo momento in poi farò come disse Virgilio a Dante a proposito degli ignavi e precisamente : "non ragioniam di loro ma guarda e passa" così anche tu sarai da me considerata come "coloro che visser sanza 'nfamia e sanza lodo".

charmel ha detto...

non mi sembra di essere permalosa,ho soltanto esternato il mio pensiero,se cerchi il giardino degli ignavi hai sbagliato loco,scommetto che hai deciso di attaccarmi perchè sei una vittima dei miei faziosi commenti.
Comunque non mi aspetto mica che tutti possano apprezzarmi o capirmi.Sarei presuntuosa.Sicuramente online c'è da scegliere tra i migliori blog sostanziosi.Senza infamia e senza lodo potrei considerar piuttosto chi neanche ha il coraggio di mettersi in discussione con l'altro ,chi passivamente accetta di farsi calpestare i propri diritti e la propria dignità.Tutto questo non mi appartiene.

charmel ha detto...

«Caron, non ti crucciare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare».

Sebastiano Corsaro ha detto...

complimenti a chi ci ospita vedo con piacere che in questo blog non solo c'e' vita ma vi è anche sano dibattito, sono anch'io Paternese e vivo come chi ci ospita le cattive vicissitudini della nostra "povera patria" ma non temere quanto tutto sembra perso la provvidenza interviene e ribalta le sorti.nulla è eterno!!!complimenti per la vivacità.

charmel ha detto...

Grazie Sebastiano per essere passato da questo girone,attendiamo invano la provvidenza e il ribaltamento delle sorti,nell'attesa la vivacità ci rende svegli e non dormienti, assoggettati ai voleri altrui.

Roby Bulgaro ha detto...

Grazie Charmel! Nella mia infinita ignoranza non avevo mai letto nulla di Dino Buzzati. Un racconto fantastico che però riassume molto bene, in un'allegoria, i rapporti umani, colmi di incomprensioni e di paure ataviche. Spesso costruite, tramandate, come fossero legge. Mi ha fatto pensare ad un sacco di cose. Per questo ti ringrazio.
Ciao_
Roby

charmel ha detto...

é da poco che ho imparato a conoscere buzzati,ho letto il deserto dei tartari,sono molto intensi i suoi racconti,sono lusingata per il fatto che ti ha fatto pensare questa mia presentazione del racconto del grande Buzzati,siamo tutti un pò ignoranti Roby io mi affanno a terminare un libro per addentrarmi in un altro,la sete di conoscenza è infinita.

patty ha detto...

Chiaramente "bellissimo blog" era un giudizio riservato soprattutto ai contenuti.
Eppoi i commenti anonimi,seppure di un autocelebrativo "critico letterario" non meritano il tempo di una replica.
Continua così Charmel

charmel ha detto...

Hai ragione Patty,il silenzio alle volte è il grido più forte.Il diritto di replica si riserba per i discorsi costruttivi.Comunque grazie per i consensi dei miei post,grazie per le critiche costruttive perchè aiutano a crescere e a migliorarsi.

charmel ha detto...

error b

Anonimo ha detto...

L'invidioso mi loda senza saperlo.
Gibran, Kahalil Aforismi (sabbia e spuma), Newton Compton, 1993, p. 83.

L'invidioso non muore mai una volta sola, ma tante volte quanto l'invidiato vive salutato dal plauso della gente.
Gracián, Baltasar Oracolo manuale e arte di prudenza. [Roncoroni]

Ci si vanta spesso delle passioni, anche delle più criminose; ma l'invidia è una passione timida e vergognosa che non si osa mai confessare.
La Rochefoucauld, François de Massime, Rizzoli, Milano, 1992, p. 42.

Il segno più sicuro che si è nati con grandi qualità è l'essere nati senza invidia.
La Rochefoucauld, François de Massime, Rizzoli, Milano, 1992, p. 110.

L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.
Morandotti, Alessandro Le minime di Morandotti (2), Scheiwiller, Milano, 1980, p. 66.

L'invidia è una terribile fonte di infelicità per moltissima gente.
Russell, Bertrand Bertrand Russell dice la sua, Longanesi

critico letterario ha detto...

rompo il silenzio che mi ero imposto per rispondere a proposito di grandi "contenuti" a qualche tua amica/0 che essendo tale dice di vedere anch'essa il re vestito (traggo spunto dal tuo nuovo post dove emerge qualche commento interessante), ebbene per me il re è nudo e resta nudo.

charmel ha detto...

Ma perchè te la prendi tanto anche con i miei amici,questo mi fa dedurre che sei molto arrabbiato,beh se il re lo vedi nudo nessuno ti costringe a vederlo vestito,non mi sembra il caso di fare ulteriori commenti.
"non sono d'accordo con quel che dici,ma darei la vita perchè tu lo possa dire".Devi ammettere che il mio blog sarà privo di contenuti (per te) ma non puoi dire che non ti provochi dipendenza,sto diventando la tua "eroina",oltre il muro ci sono anche contenuti?Io nemmeno guarderei oltre se non ci fossero.