Il titolo di questo post potrebbe forse riportarci al divertente e geniale film della indimenticata Lina Wertmuller,ma non si basa la nostra riflessione ne su una fiction ne su un film,ma sulla triste e cinica realtà che avvolge il mondo dei disabili.
Ho deciso di raccontare in maniera ironica e anche direi surreale l'inizio dell'anno scolastico, dopo oramai sei anni di riposo forzato avevo rimosso dai miei pensieri i dietro le quinte che ci sono nelle parti assegnate dai registi,ossia chi dirige i servizi agli attori (dipendenti)a discapito dell'utente.
Si inizia con la riunione programmatica per l'avvio del lavoro,dove tutti i reclutati che dovranno affiancare il bambino disabile aspettano quale sarà il loro fardello, perchè fardello? Perchè tutti sperano di andare nell'istituto dove si lavora meno, cioè con il bambino più autosufficiente possibile,che non scappa,non sbava,sappia mangiare da solo,che non abbia crisi,che non ti sganci un pugno mentre magari lo guidi a fare un'attività,ma magari!!!!!Direbbe il povero bambino che sfortunatamente viene assegnato ad una che a limite avrebbe potuto lavorare nell'ambito dei call-center.
L'argomento principale dunque rimane per tutta la durata dell'incontro questo,ma da contorno fa anche una specie di "mercato delle vacche" dove l'ultimo dei pensieri di chi dovrà coprire il servizio è se magari riuscirà a lenire le sofferenze del bambino in questione.
Attenzione però che il mercato si estende nella scuola anche per i cosidetti bambini normodotati,una merceficazione che lede i diritti dei bambini meno fortunati,essendoci dei cattivi maestri che si organizzano le classi prendendo informazioni sulla provenieza e la posizione economico-sociale dei bambini che dovranno comporre la loro classe.Forse sarò un pò come Don Chisciotte ma sempre meglio di essere come Don Abbondio.
Anzitutto mi preme dire, non è il rancore, o il desiderio di rivalsa, a farmi scrivere queste cose, ma ragioni di coerenza, onestà e dignità.
Pensieri e vaneggiamenti di una persona qualunque,al di sopra di ogni sospetto.
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martedì 25 ottobre 2011
Ivan di Meo dedica questo canto a chi crede che la dignità abbia un prezzo.
O cara moglie, stasera ti prego, dì a mio figlio che vada a dormire, perchè le cose che io ho da dire non sono cose che deve sentir. Proprio stamane là sul lavoro, con il sorriso del caposezione, mi è arrivata la liquidazion, m'han licenziato senza pietà. E la ragione è perchè ho scioperato per la difesa dei nostri diritti, per la difesa del mio sindacato, del mio lavoro, della libertà . Quando la lotta è di tutti per tutti il tuo padrone, vedrai, cederà ; se invece vince è perchè i crumiri gli dan la forza che lui non ha. Questo si è visto davanti ai cancelli: noi si chiamava i compagni alla lotta, ecco: il padrone fa un cenno, una mossa, e un dopo l'altro cominciano a entrar. O cara moglie, dovevi vederli venir avanti curvati e piegati; e noi gridare: crumiri, venduti! e loro dritti senza piegar. Quei poveretti facevano pena ma dietro loro, la sul portone, rideva allegro il porco padrone: l'ho maledetto senza pietà . O cara moglie, prima ho sbagliato, dì a mio figlio che venga a sentire, chè ha da capire che cosa vuol dire lottare per la libertà chè ha da capire che cosa vuol dire lottare per la libertà.
lunedì 24 ottobre 2011
Seduto sulla riva del fiume attendeva..............
Ritornare a lavoro togliendo un ora al giorno a chi è entrato al posto mio da raccomandato...non ha prezzo ....per tutto il resto c'è tempo.
martedì 19 luglio 2011
Affronta i tuoi giganti
Sarò breve.....anche perchè la mia attuale situazione non mi consente di fare altrimenti.Sono ritornata dopo un periodo in cui ne sono successe delle belle, dalla nascita delle mie figlie alla condanna di chi mi ha fatto perdere il lavoro( http://www.qtsicilia.it/politica/34-politica-notizie/236-a-volte-anche-i-pre-potenti-piangono.html) ma credo fermamente che non ci siano stati tra i miei lettori soggetti con crisi astinenza da charmel.Vorrei a questo punto "ringraziare" chi mi è stato/a vicino,consigliandomi di abbandonare la causa,dicendomi che tanto "loro"sono i più forti, incominciando dalle mie ex colleghe e terminando con i politucoli di turno sia di destra che di sinistra,questi coraggiosi soggetti che di lotta politica non ne capiscono proprio niente e pensano di farla con una mera raccolta di firme,che abbassano lo sguardo quando incrociano quello di un comune cittadino che esce dagli schemi e lotta per avere giustizia,anche se lasciato solo da chi dovrebbe garantirgli i diritti essenziali, Paternò è una città in continua decadenza,ma a volte dal fango nascono anche i fiori.
martedì 10 maggio 2011
A tutto Pollo.
Le proprietà nutritive della carne di pollo e le proprietà intrinseche per i soggetti imputati in primo grado e a rischio di infarto.
La carne di pollo, è ricca di proteine nobili,che interferendo con le tossine prodotte dall'ipofisi nell’organismo, promuove lo smaltimento di queste ultime che si formano quando un organismo svolge un intenso lavoro concernente l'accattonaggio e le leggi "ad personam". La carne di pollo ha il vantaggio di essere più facilmente masticabile e digeribile, soprattutto se cucinata in modo semplice,anche se a dire il vero specie i soggetti politicomen lo preferiscono alla diavola sia per la sua particolare cottura che è per il soggetto in questione un anteprima per quello che gli spetterà in periodo post mortem. Ecco perchè i soggetti in questione specie quando dopo aver presentato davanti al tribunale che li vede imputati,regolare certificato che attesta l'impossibilità a presenziare nell'aula, perchè colpiti da infarto poi "alla sera" per dirla alla Foscolo,si precipitano nei centri commerciali a cercare gli ultimi rimasugli rimasti della preziosa carne bianca, sgattaiolando subito nelle loro tane con la preda e così appagando la loro viscerale predilezione per la preziosissima carne bianca, senza dimenticare poi il pollame di scarto di cui fanno scorta per farsi difendere davanti ai giudici,quindi viva il pollo, viva i centri commerciali e viva l'Italia terra di polli, futura "cicken Land " ..
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giovedì 27 gennaio 2011
"La verità?No grazie preferisco il potere".
Oggi giornata della memoria mi collego su facebook, essendo cattolica sono iscritta in gruppi e ho amicizie che credevo condividessero i valori cristiani e gli insegnamenti di Gesù Cristo,un uomo che non andava a braccetto con i potenti e aborriva i farisei e che preferiva andare a casa dei pagani(vedendo in loro persone più rette di quelle che si professavano giuste) ,difendendo gli ultimi e schiacciando i mercanti del tempio.Aprendo la mia pagina di facebook ho potuto vedere come tra questi pseudo cattolici neanche una parola viene sprecata per ricordare la shoah,ma non è il solo episodio che ho notato sul fariseismo dei cattolici,se si parla di ingiustizie verso il diverso nessuna ribellione da parte dei "credenti" cattolici, se Berlusca fa la comunione nessuno che si indigni, se il nostro governo alimenta pensieri discriminatori e razzisti nessuna indignazione da parte dei cattolici, preferiscono piuttosto giocare a farmville anzichè esternare ribrezzo e indignarsi, forse perchè si è in linea con una mentalità che ci viene imposta dalle più alte cariche istituzionali, senza tenere conto che uno dei più importanti segni che il cristiano da al mondo e l'accoglienza del prossimo senza tenere conto della religione o della razza o altro......
Postando su facebook link che riportano gli scandalosi vizi e vizietti dei nostri governanti sia a livello nazionale che locale, fatti a danno degli italiani e con i soldi degli italiani,posso notare come gli pseudo-cattolici che credevo condividessero con me sentimenti oltre che di correttezza morale, anche sentimenti di giustizia,non è per niente indignato di fronte allo scempio che si consuma davanti agli occhi di tutti,nulla è cambiato dalle parabole di Gesù ad oggi,le ferite di chi sta a terra stremato dalle ingiustizie, i cattolici continuano a farle sanare dal buon samaritano,negare la verità a dispetto degli ultimi può sempre tornare utile,cattolici di facebook,badate che non basta linkare "Dio è amore"per mettersi la coscienza a posto o pubblicare l'ultimo pensiero del cardinale tizio o caio,più delle volte pensieri dettati non dal vangelo ma da interessi molto personalizzati,badate che Gesù disse:"Io sono la via,la verità e la vita",quindi smettetela di essere la stampella di chi la verità non sa dove sta di casa.
Postando su facebook link che riportano gli scandalosi vizi e vizietti dei nostri governanti sia a livello nazionale che locale, fatti a danno degli italiani e con i soldi degli italiani,posso notare come gli pseudo-cattolici che credevo condividessero con me sentimenti oltre che di correttezza morale, anche sentimenti di giustizia,non è per niente indignato di fronte allo scempio che si consuma davanti agli occhi di tutti,nulla è cambiato dalle parabole di Gesù ad oggi,le ferite di chi sta a terra stremato dalle ingiustizie, i cattolici continuano a farle sanare dal buon samaritano,negare la verità a dispetto degli ultimi può sempre tornare utile,cattolici di facebook,badate che non basta linkare "Dio è amore"per mettersi la coscienza a posto o pubblicare l'ultimo pensiero del cardinale tizio o caio,più delle volte pensieri dettati non dal vangelo ma da interessi molto personalizzati,badate che Gesù disse:"Io sono la via,la verità e la vita",quindi smettetela di essere la stampella di chi la verità non sa dove sta di casa.
giovedì 3 dicembre 2009
Speriamo che domani piova......
Giorno 4 dicembre a Paternò è la festa della patrona S:Barbara. Nonostante il padre Dioscuro la rinchiuse in una torre per impedirlo, Barbara divenne cristiana. Per questo motivo fu denunciata dal prefetto Martiniano durante la persecuzione di Massimiano (III-IV sec.) e imprigionata a Nicomedia. Fu prima percossa con le verghe, quindi torturata col fuoco, subì quindi il taglio delle mammelle e altri tormenti. Infine venne decapitata per mano del padre, che la tradizione vuole incenerito subito dopo da un fulmine. Sempre la tradizione racconta che durante la tortura le verghe con la quale il padre la picchiava si trasformarono in piume di pavone, per cui la santa viene talvolta raffigurata con questo simbolo. È invocata come protettrice contro i fulmini e la morte improvvisa e protettrice degli artificeri, artiglieri, minatori, vigili del fuoco e carpentieri.
Ritornando alla festa che si svolge nella mia città, ricordo quando ancora piccola, la festa fosse molto sentita dai paternesi,tutti erano molto coinvolti tanto che si aspettava la festa per comprare il vestito più bello da sfoggiare durante "a passiata a strata ritta"dietro il fercolo della santa, con la scusa di essere "molto devoti" prendeva paganamente il sopravvento l'apparire e il risaltare tra la folla, delle pellicce, dei paltò all'ultima moda,alla faccia della fede e dello spirito cristiano.
Ma forse sempre meglio che adesso,non si tiene più all'abito elegante,ma non per spirito cristiano,ma perchè il paternese non gode più dei tempi fiorenti quando in questo periodo, con la vendita delle arance aveva dei proventi non indifferenti,cosa che adesso con la crisi agrumicola non si realizza da anni per i funestati agricoltori paternesi,ma passiamo ad altro, adesso anche non godendo neppure di danaro nelle casse, il comune di Paternò ha fatto anche una sorta di risparmio,tipo strade non illuminate se non quelle del centro storico etc.. mentre si impegna a creare la nuova figura del direttore generale che bada ben costa alle casse del comune la modica cifra di 25000€ circa,per non parlare del malcontento degli operatori ecologici che puntualmente non vengono pagati ,anche se la responsabilità dei pagamenti non è del comune, esso non si impegna a fare da spalla a dei lavoratori che non percepiscono lo stipendio da diversi mesi. Ma parliamo delle offerte che i devoti fanno durante tutto il periodo che intercorre la festa,per la vigilia sfilano per le strade le cosidette "varette"cioe dei cerei, esse derivano dall'offerta della cera: con il passare dei secoli le grosse candele di cera offerte diventavano sempre più grandi e decorate, fino a far scomparire la cera stessa sostituita da una struttura barocca o rococò in legno riccamente decorato e dorato, ornata da angeli, statue e adornata di fiori. Sono solitamente 8 i portantini che ne reggono il grande peso, anche se ci sono delle eccezioni.Questi portantini dovrebbero rappresentare varie categorie di lavoratori,compresi gli studenti ,ma chi ti ritrovi invece?In alcuni casi persone di dubbia moralità,difatti la ballata delle varette comprende anche la ballata davanti all'abitazione del "pezzo grosso" del quartiere.Ecco dove finiscono i soldi dei devoti, uno squallido e scandaloso avvenimento che agli occhi dei fedeli tutti dovrebbe lasciare atterriti, invece passa da sempre inosservato,vuoi per omertà ,vuoi per diletto, in ogni caso esprimo la mia insofferenza e virtualmente grido il mio vergogna ai complici di tutto questo sistema.
Speriamo che domani piova,così da lavare tutte le iniquità e le menzogne sotto la maschera dei devotismi facili, anche perchè credo che anche la santa non si senta a proprio agio tra i mercanti del tempio di turno, credo che sia anche suo desiderio porre fine a questo sconveniente adoperarsi alle sue spalle e sotto il suo nome.
venerdì 20 novembre 2009
Il personaggio della settimana
Il dottor Azzeccagarbugli.
E' possibile notare l'avvocato dell'iniquità e del vizio, chiamato dai popolani come il dottor Azzeccagarbugli, un nomignolo ben affibbiato che ci dimostra l'indole spregevole dell'individuo.
E' in effetti, una figura caratteristica, propria del suo tempo, quando la legalità era schiava della prepotenza e del delitto, dei nobili e dei signorotti. Le "gride" erano tante e tutte comminavano pene severissime, per qualsiasi infrazione.
Alto, asciutto, pelato, col naso rosso ed una voglia di lampone sul viso, simbolo del suo ripugnante vizio del bere, indossa una toga che funge da veste da camera. Egli è un uomo servile, corrotto, ipocrita, "è la mente che serve di potere" a don Rodrigo e ai suoi bravi, l'uomo di legge, ossequioso coi potenti ed alimentatore dei loro soprusi e delitti, calpesta i suoi doveri di professionista per uccidere la giustizia e la verità, reclamate dalla legge e dalla coscienza umana.
Azzeccagarbugli desta ilarità e riprovazione per il suo opportunismo tra le pareti ampie del suo grande studio. Il suo studio,infatti, è una cornice degna del decadimento fisico e morale del personaggio: è uno stanzone, su tre pareti del quale sono appesi i ritratti dei dodici Cesari, tutti rappresentanti del potere assoluto, considerato sacro e inviolabile nel '600; sulla quarta parete è appoggiato un grande scaffale di libri vecchi e polverosi; nel mezzo c’è una tavola gremita di carte alla rinfusa, con tre o quattro seggiole all'intorno, e da una parte un seggiolone a braccioli piuttosto malandato.
Egli viene ritratto in particolar modo nel terzo capitolo, mentre discute con Renzo. Poiché ha capito che quest’ultimo, nel raccontargli la sua disavventura matrimoniale, è uno di quei bravacci avvezzi a minacciare i curati, l’ avvocato decaduto tenta di adoperarsi come può a difendere il nuovo cliente. Ma quando apprende la verità, cioè che il prepotente è don Rodrigo, il dottor Azzeccagarbugli s'infuria contro il povero Renzo, e, aggrottando le ciglia e gridando, lo mette alla porta immediatamente, dopo essersi simbolicamente lavato le mani, come un Pilato sicuro di protezione dall'alto. Nei pranzi e nelle feste di don Rodrigo,infatti, lui più florido del solito, brinda e gozzoviglia come un parassita senza scrupoli, caduto nella più ignobile bassezza morale, spesso petulante e ridicola.
Quest'avvocato ha una sua psicologia di pavidità malvagia che, in un certo qual modo, si accosta ad un altro personaggio del romanzo: don Abbondio. Colpito dall'inesorabile male della peste muore e, dopo un breve elogio funebre di derisione e di scherno, si viene a conoscenza che è seppellito in una povera fossa comune, senza onori e privilegi. I nemici della giustizia e del popolo vengono puniti da Dio sempre in questo modo.
venerdì 13 febbraio 2009
Picasso, Les Demoiselles d'Avignon, 1097
Dedico questo post a chi usurpa il lavoro degli altri inginocchiandosi ai potenti,danneggiando la società libera e onesta, nell'animo e nella vita di ogni giorno.Lo dedico a quelle donne che non hanno saputo lottare,e hanno collaborato con il malaffare,che hanno denigrato la categoria,quella delle donne forti,delle donne che lottano per la vita,per una società libera da compromessi,che lottano per essere madri dei figli,quei figli che saranno la nuova classe dirigente e saranno i promotori di un futuro senza ombre.
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